mercoledì 3 luglio 2013

Fuori i bus turistici dal centro.


Quando ho aperto questo blog la mia intenzione era quella di condividere le mie idee e i miei progetti sul miglioramento del trasporto pubblico romano e laziale. Dopo tanti anni devo constatare che sono riuscito a parlare di progetti, quindi di "futuro", pochissime volte. La realtà quotidiana, nella sua a volte surrealtà, mi ha costretto sempre a parlare di problemi, di disagi, di disastri, di incompetenza, di corruzione, di illegalità, di inciviltà. Eccone l'ennesimo episodio. Un bus turistico si infila a via dei Serpenti, nel rione Monti e non riesce più a svoltare. Rimane incastrato e sul luogo devono intervenire i vigili del fuoco per DIVELLERE i parapedonali (caso più unico che raro a Roma, la presenza dei santi parapedonali) e scastrare il torpedone dopo ore di lavoro. Mi auguro e verificherò che i parapedonali siano reinstallati immediatamente e che non si colga l'occasione per far tornare quelle viuzze regno della sosta selvaggia. Resta il fatto che la rimozione (e il riposizionamento) lo paghiamo noi. Quindi la domanda sorge spontanea: che diamine ci faceva quel bus immenso nelle stradine di un rione tra i più vissuti di Roma? Chi l'ha autorizzato? Dove stava cercando di andare? Sorvolando sul fatto che nessuno a Roma fa controlli di alcun genere, come si può pensare di consentire a questi mostri di passare per le stradine rinascimentali del nostro centro storico? Alemanno ha messo mano alla normativa in materia facendoci cadere dalla padella alla brace. Voleva limitare la presenza dei bus turistici (che quotidianamente intasano finanche via della Conciliazione) ma al primo colpo di tosse degli operatori ha fatto marcia indietro su tutto. Come? No, non rimodificando la norma, semplicemente lasciando che nessuno la facesse rispettare. Così, anche se i bus erano obbligati a sostare al parcheggio del gianicolo li abbiamo visti scorrazzare ovunque indefessamente, nelle aree archeologiche e nelle zone centrali. Li abbiamo anche visti sostare in barba a qualsiasi non solo regola ma principio di buon senso creando immensi ingorghi e code.
Si dirà: Roma ha bisogno dei suoi turisti. niente di più vero. Roma deve rispettare i suoi turisti tanto quanto i suoi abitanti. E' per questo che Marino deve:
1. Approntare appositi Terminal nei pressi delle stazioni della metropolitana che lo consentono (Arco di Travertino, Ponte Mammolo, Anagnina) dotati di: 
 - strutture di prima accoglienza turistica con operatori multilingue pronti a indirizzare i turisti verso il loro albergo o luogo di destinazione tramite il trasporto pubblico
 - servizi igienici
 - piccole aree sosta con caffetteria/ristorazione.
2. Come soluzione temporanea durante la costruzione di tali terminal consentire il posteggio dei bus turistici solo in struttura (parking Gianicolo, parking Galoppatoio) garantendo un efficiente servizio di navette ecologiche per la distribuzione dei passeggeri.

Nelle città normali si fa così. Se vogliamo parlare di progetti e non di paletti sconocchiati da improbabili tir in centro.

domenica 30 giugno 2013

Caro Marino, se vuoi cambiare Roma devi cambiare i Romani.

L'era Alemanno è finita. Mi piacerebbe dire che è stato un piacere. L'elenco dei disastri degli ultimi cinque anni l'abbiamo fatto spesso ed è sotto i nostri occhi tutti i gironi. Adesso basta. Quell'era è finita. O no?
Ho aspettato molto prima di scrivere di Marino, era necessario valutare sia la campagna elettorale che le scelte sui collaboratori che le prime mosse politiche. Ci sarà tempo di approfondire. Quello che è evidente però è che un sindaco neoeletto, figura tutto sommato distante dall'amministrazione di una metropoli capitale e ancor più da Roma e dalle sue logiche di potere può essere per la città una medaglia dalle due facce opposte: da un lato l'"estraneità" a certi "circoli" può dare impulso a scelte difficili, critiche e impopolari ma fondamentali da attuare incuranti delle pressioni esterne delle lobbies e interne della politica. Dall'altro lato il sindaco alieno potrebbe invece essere fagocitato proprio da queste pressioni e inerme davanti alla sua stessa casta politica che abbia in mente di governare con la solita logica del tornaconto personale. Il rischio più grande, che proprio non possiamo permetterci, è l'immobilismo. Cinque anni di nulla.
Per ora le prime dichiarazioni aprono uno spiraglio di cauto ottimismo. A partire dall'operazione simbolo della campagna di Marino: la pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Dai più scettici ai più entusiasti tutti abbiamo temuto che si trattasse solo di un proclama. Invece pare avviato a diventare realtà. Non solo, pochi giorni dopo ecco spuntare ipotesi di estensione futura della rete tranviaria proprio lungo i Fori. Al di là delle scelte sul tracciato, i battibecchi su "fili sì fili no" di cui parleremo è una notizia che fa bene al cuore. Erano anni che non si facevano progetti. Solo piani mai attuati. E progetti così rilevanti, che sfatano così tanti tabù. Ed è proprio quello di cui Roma ha bisogno, di tornare a sognare e veder realizzati i sogni di una città migliore. Per farlo però ci vuole coraggio. Il vespaio di polemiche sulla pedonalizzazione è già montato. Dai residenti e commercianti dei rioni circostanti allarmati dal traffico che si riverserà sulle loro strade ad alcuni archeologi e architetti come Portoghesi preoccupati che chi viaggia in auto non potrà più ammirare la maestosità del Colosseo (?!?) e persino Italia Nostra, che ormai ha sposato politicamente l'area di centrodestra. Insomma le lobby sono già armate e la politica pure. La guerra ha inizio ma si deve andare avanti con coraggio. E con cognizione di causa. Un esempio su tutti far sparire la sosta selvaggia dal centro storico. E' quella e non una via in più o in meno ad attrarre traffico. Si deve andare avanti ma non solo sui Fori. Marino deve fare soprattutto una cosa. Riportare la legalità in questa città. La legalità è ormai vista come una coercizione intollerabile, siamo al paradosso per cui reprimere l'illecito è un sopruso. E Roma è una città di soprusi. Dalle concessioni edilizie commerciali pubblicitarie, alla sosta selvaggia, alle affissioni abusive, ai rifiuti, all'evasione sui mezzi pubblici. Come racconta una lucidissima analisi degli amici di RomaFaSchifo i danni sono molteplici, perdita economica per l'amministrazione e costi sociali intollerabili. Eppure questa è la vera sfida. A Pomezia il neosindaco grillino è stato aggredito e mandato in ospedale per essersi opposto all'autorizzazione di alcune bancarelle sul lungomare. Questa è la nostra realtà, tocca gli interessi di qualcuno e rischi la vita. Pensiamo cosa può accadere a Roma. Quindi Marino ascolta la città ma vai avanti senza paura. Dotati pure di una scorta se vuoi non saranno quei soldi a pesare quando avremo recuperato tutti quelli degli abusi. E forse, forse, recupereremo anche la dignità che Roma merita.

mercoledì 19 giugno 2013

300mln dal Governo per la metro C a P.zza Venezia

unica condizione: 1ma tratta entro il 15 Ottobre


Ce la faremo a mancare anche questa occasione?
Nell'ormai celeberrimo "Decreto del fare" il governo ha inserito anche i fondi per portare la metro C a Piazza Venezia. 300 milioni. Un miraggio in questi tempi di vacche magre. Tuttavia Roma per ottenere i soldi deve presentare il progetto esecutivo della nuova micro tratta (dal Colosseo a Piazza Venezia appunto) entro fine Ottobre ma soprattutto deve aprire la prima tratta del nuovo metrò, la Pantano-Centocelle, entro il 15 ottobre. Ce la faremo? Il dubbio è più che mai legittimo visto che su questa apertura regna come al solito la confusione più totale. Quello che sappiamo è che le stazioni già costruite stanno subendo una "revisione" per essere adattate a un nuovo decreto in materia di norme antincendio. Una bella gatta da pelare perché in alcuni casi non si tratta solo di ritocchi ma di vere opere strutturali come nel caso dell'aggiunta di un altro ascensore alla fermata Alessandrino. Il 15 Aprile in occasione dell'apertura dei cantieri al Colosseo il presidente di Romametropolitane aveva lasciato intendere che l'apertura a Ottobre era subordinata al tentativo di evitare questi extra lavori previo accordo con i Vigili del Fuoco. Tentativo che a quanto pare è fallito. Per confondere le acque però, poco prima della batosta elettorale Alemanno dichiara che aprirà la prima tratta a Luglio. Su quali basi? Nessuna, purtroppo. Anzi. Daniele Autieri su Repubblica instilla l'ulteriore sospetto che oltre ai ritardi di costruzione, che ammontano ormai a due anni, vi sia l'inadempienza dell'Atac nello svolgere tutte le procedure necessarie per la presa in carico della nuova linea (pre-esercizio, formazione personale ecc..). Insomma il sogno di arrivare in metropolitana sotto al Vittoriano è a rischio. Non possiamo permetterci di mancare questa generosa chance offertaci dal governo. Arrivare a P.zza Venezia non è, come purtroppo dichiarato dal neo sindaco in campagna elettorale, la fine della Metro C bensì l'inizio della penetrazione della metropolitana nel centro storico, l'unica vera possibilità che abbiamo per far sparire le auto e pedonalizzare finalmente buona parte del più grande patrimonio Unesco al mondo. Questa però è un'altra partita che si giocherà tutta internamente al Campidoglio per convincere Marino della necessità di portare la metro C almeno a Piazzale Clodio, il suo capolinea originariamente previsto.

mercoledì 5 giugno 2013

Miracoli elettorali parte 2a

L'8 a Venezia e la fine del sogno TVA


Da domani l'8 arriva a Piazza Venezia. Un progetto lanciato 3 anni fa e cantierato solo nel 2012. L'unico progetto di espansione (anche se sarebbe il caso di dire "deviazione") della rete tranviaria della giunta Alemanno. Quattrocento metri in più. E un centinaio in meno, quelli davanti al Teatro Argentina che ora è un marciapiedone senza identità. Decideranno gli utenti se c'è un reale vantaggio in questa operazione. Il capolinea bus di Piazza Venezia è più vicino ora ma l'ansa barocca è più lontana. Tuttavia non molti si renderanno conto che il nuovo capolinea, così defilato in un angoletto della piazza, quasi a volersi nascondere, è la pietra tombale su quello che era il destino originario dell'8: arrivare a Termini passando per via del Plebiscito e via Nazionale. Non si potrà fare più. La soprintendenza non autorizzerà mai il passaggio del tram davanti al Vittoriano. Finisce così il sogno di collegare Termini e Trastevere, liberando via Nazionale dal caos e dallo smog. In questa campagna elettorale da entrambe le parti abbiamo sentito parlare di rilancio del tram. Alemanno ci ha già deluso in questo senso, cosa potrebbe fare Marino? Si è detto di prolungare l'8 lungo i Fori Imperiali per ricongiungersi alle rotaie di via Labicana. Ma lì ci sarà il cantiere della Metro C per i prossimi 7 anni. Rimane il passaggio per via Cavour. Difficile, c'è sempre il Vittoriano da superare e poi ricalcherebbe il percorso della metro B senza liberare via Nazionale, un potenziale boulevard parigino. Intanto sono già sul piede di guerra i residenti di Largo Argentina che protestano contro il rumore prodotto dalla nuova curva del tram. Insomma questa inaugurazione non sarà proprio una festa. Ancora una volta speriamo che la nuova amministrazione sia più lungimirante in tema di mobilità.

martedì 4 giugno 2013

Miracoli elettorali

Non so se ve ne siete accorti ma il corridoio Laurentina è stato aperto! Grande notizia per un'opera così attesa e già in ritardo di 6 mesi. Sarà sicuramente un sollievo per la mobilità del quadrante. Certo per adesso è aperta solo la preferenziale tra via dell'Umanesimo e via di Tor Pagnotta, circa due chilometri. No, no, non ci arriva a Fonte Laurentina, il ponte Caltagirone non l'ha ancora neanche appaltato. E il corridoio è aperto solo in direzione Laurentina metro B perché nell'altro senso non c'è la corsia di uscita. E no, neanche la rotonda c'è ancora. Ah dimenticavo, non ci sono neanche i cavi della linea aerea. In effetti non ci circolano i filobus ma i normali bus. I filobus non ci sono, eh, no, l'inchiesta per la tangente tra Mancini e Finmeccanica non è conclusa. Ah sì certo non c'è ancora neanche il deposito per i filobus. E comunque non ci passano tutte le linee ma solo cinque. Comunque è già qualcosa no? Ah, e poi i bus non ci passano dall'inizio dell'orario di servizio (5:30) ma solo dalle 7:00. Pare infatti che il corridoio in assenza dei semafori definitivi, dei lampioni e degli attraversamenti pedonali debba essere presidiato costantemente dai vigili. Che si sono rifiutati di attaccare alle 5:30 del mattino. Come dar loro torto. Per tutto questo è proprio il caso di ringraziare il sindaco. Grazie Alemanno per avere così a cuore la mobilità dei romani!

lunedì 27 maggio 2013

Non è politica, è uno Schifo.

Venerdì scorso Roma è diventata un degno set per uno dei Canti dell'Inferno dantesco. Non che quotidianamente non sia un profondo Purgatorio. C'è stato il solito sciopero ormai bisettimanale di alcune sigle sindacali dei trasporti. In più durante la fascia di garanzia una lite tra due moldavi è finita in tragedia. Sono caduti entrambi sotto un treno della metro A. Non sono morti per fortuna. La metro però è stata chiusa per ore. Ed ecco esplodere scene di panico degne di un teatro di guerra: assalto ai pochi bus disponibili, niente navette sostitutive, orde di pendolari disperati e inferociti, urla, minacce. Termini è un campo di battaglia. Nel resto della città il traffico automobilistico è fuori controllo. Neanche la troupe di Rai3 riesce ad arrivare in tempo per filmare il delirio che si sta consumando. Come al solito giornate di lavoro perse, rabbia, malori, turisti allibiti che non torneranno mai più, un costo sociale elevatissimo.
In tutto questo è l'ultimo giorno di campagna elettorale quindi nel pomeriggio sono previsti ben otto comizi dei maggiori protagonisti delle elezioni accompagnati dai rispettivi leader di partito: Marino con Epifani a San Giovanni, Alemanno e Berlusconi al Colosseo, De Vito e Grillo a Piazza del Popolo, Marchini a San Paolo. Quasi tutti sono stati un flop. Partecipazione scarsa. Per fortuna. Eppure. Eppure questi candidati che si sono spesi in bellissime parole sul cambiamento, sull'inversione di rotta rispetto all'uso dell'auto, sulla mobilità sostenibile come pensavano che le persone avrebbero raggiunto il centro visto lo sciopero selvaggio? Davvero non si sono messi una mano sul cuore prima di paralizzare la città nel venerdì più nero del 2013? Ecco. Se questa è stata una delle prime prove da sindaco, io li boccio tutti. Avrei apprezzato un candidato che avesse avuto il coraggio di rinunciare alla sua festa per protestare contro un sistema distrutto, contro lo sciopero immotivato e selvaggio, contro l'insostenibilità di vivere intrappolati in una sedicente Capitale.

giovedì 23 maggio 2013

Il Degradometro

un test per misurare l'assuefazione al degrado


Grazie alla segnalazione di un lettore ho pensato di ideare un test per misurare la nostra abilità o assuefazione al riconoscimento del degrado a Roma. Nella foto sopra io individuo 7 elementi di degrado. Voi invece? Sotto con la caccia al degrado nei commenti! 
Un aiutino: la foto immortala Piazza di Ponte Umberto I, esattamente qui: http://goo.gl/maps/UzQNQ