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giovedì 30 giugno 2016

Filobus Laurentina: ottima occasione per la Raggi di dimostrare che è contro i poteri forti



L'aver incentrato la campagna elettorale su Stadio e Olimpiadi è stato un errore. Soprattutto se si svilisce tutto il dibattito nei termini ideologici di sì/no, contro/a favore tipici del nuovo modo di comunicare (e purtroppo anche governare) tra le masse 2.0. Non perché questi progetti non siano importanti per Roma o perché la priorità sono le buche (altra riduzione assurda delle esigenze di una capitale di 3 milioni di abitanti) che può anche essere vero ma non fa sì che i due temi si escludano a vicenda. Si dice che Stadio e Olimpiadi sono solo regali ai costruttori e ai poteri forti della città. Posto che questo sia tutto da dimostrare, come ha brillantemente argomentato l'ottimo (purtroppo ex) assessore Caudo a RadioRadicale, non c'è bisogno di andare così lontano per ingaggiare la guerra agli speculatori della città. Se volesse, la Raggi potrebbe dimostrare da subito di essere a favore dei cittadini contro i poteri forti. Basterebbe che si interessasse dei "veri problemi" di Roma come vuole la retorica grillina, ad esempio il cantiere infinito del corridoio Laurentina-Tor Pagnotta. Questo progetto è forse più di tutti la summa dei problemi romani: corruzione, parcellizzazione delle competenze, burocrazia infinita, privati che non rispettano gli obblighi di legge. Senza raccontare ogni volta tutta la storia partiamo dalla situazione attuale. I cantieri sono aperti da 5 anni. I 45 filobus sono arrivati tutti a Roma dopo essere stati bloccati per anni dalla nota vicenda delle mazzette a Riccardo Mancini, ex ad di Eur SpA fedelissimo di Alemanno. Il corridoio è completo a meno di due opere fondamentali: il ponte sul GRA per arrivare a Fonte Laurentina e la rotonda+sottopasso a Tor Pagnotta che serve anche (e soprattutto) al costruendo centro commerciale Maximo (la cui pubblica utilità è estremamente dubbia, altro che Stadio!). Ebbene il ponte è in carico al consorzio Tor Pagnotta 2, di Caltagirone, che lo deve realizzare in cambio delle migliaia di metri cubi costruiti a ridosso del GRA. Rotonda e sottopasso invece spettano a Parsitalia, società dei Parnasi, quelli che hanno costruito Euroma2, l'orrenda centralità di Castellaccio (dall'altisonante nome di Europarco) che dovrebbero costruire lo stadio della Roma e che stanno edificando il suddetto centro commerciale a ridosso della Laurentina. Ora, grazie all'amministrazione Marino questi privati finalmente hanno messo mano alle opere spettanti, purtroppo però senza completarle. Il ponte è stato posato ma mancano le connessioni con la viabilità esistente, la rotonda abbozzata, il sottopasso non è dato sapere. Sembra che Parnasi sia in difficoltà economiche e non riesca neanche a completare il centro commerciale, puntando sullo Stadio per risollevare la sua situazione finanziaria. Le palazzine di Caltagirone d'altra parte sono parte cantiere e parte invendute, data la scarsissima qualità architettonica, la contrazione del mercato e l'assenza dei servizi quali appunto il corridoio dei filobus che connetterebbe il quartiere con la metro B in pochi minuti. Oltre a queste "grandi opere" poi lo spezzettamento delle competenze raggiunge livelli surreali. All'interno dell'abitato di Tor Pagnotta 2 per esempio la posa dei pali di elettrificazione è in carico a Romametropolitane; sui pali sarà anche installata l’illuminazione pubblica che però spetta al Consorzio Tor Pagnotta Due. Insomma ce ne è di tutti i colori per fare di quest'opera la battaglia simbolo per rimettere al centro le esigenze dei cittadini e stare col fiato sul collo agli speculatori. Ci auguriamo che la neo sindaca passata la sbornia elettorale voglia cogliere al balzo quest'occasione e iniziare finalmente a occuparsi dei problemi della città.

giovedì 9 ottobre 2014

La luce in fondo al corridoio?


Nel giorno della fumata nera per l'apertura della Metro C (di cui parleremo poi) una notizia forse storica rischia di passare in sordina. Sembra (condizionale d'obbligo) che il 15 Ottobre aprano i cantieri per l'agognato ponte sul GRA per il corridoio filobus Laurentina-Tor Pagnotta. Con anni di ritardo. Dopo inchieste processi arresti. Vero. Senza il ponte però l'opera non ha alcun senso e soprattutto non potrà mai arrivare a Trigoria. Quindi speriamo sia la volta buona. Se lo fosse ci potremmo aspettare la fine dei cantieri tra un anno e mezzo, quindi per inizio 2016. Dopo 6 anni dall'avvio dei primi lavori. Il tempo che ci vuole per fare un ametropolitana. E ci sono ancora due problemi: i filobus coinvolti nell'inchiesta su Finmeccanica e i tratti di corridoio che deve completare Parsitalia (alias Mr.Parnasi l'uomo dello stadio della Roma a Tor di Valle per intenderci) che sta costruendo il centro commerciale Maximo tra Laurentina e Tor Pagnotta. Un bel guazzabuglio che si spera sia risolto quando il ponte sarà completato. Nel frattempo il Municipio rilancia la stessa idea di Alemanno di far passare i normali bus nel corridoio. All'uopo sono stati spesi altri soldi per modificare le corsie di entrata e uscita consentendo a tutte le linee transitanti sulla Laurentina (e non solo a 5) di poter sfruttare la preferenziale. Tutto ciò pare sarà possibile a Novembre. Qualcosa pare muoversi insomma in questa disgraziata vicenda che ci auguriamo possa avere presto una fine.

lunedì 24 febbraio 2014

Il corridoio si stringe tra pecette, processi, ponti e Parnasi

Le indagini sulle tangenti per i filobus sono finite. E' molto probabile che Mancini e gli altri saranno processati. Bene. E i filobus? Quando li porteremo a Roma da Bologna e dalla Rebubblica Ceca?

Andiamo avanti, sulla questione ponte sul GRA tra Tor Pagnotta e Fonte Laurentina, grazie a un'interrogazione del consigliere M5S Stefàno, abbiamo una risposta: se tutto va bene il ponte vedrà la luce tra due anni. Dal momento in cui Romametropolitane consegnerà il terreno al consorzio Tor Pagnotta2 (si dice Aprile 2014, perché non è stato fatto prima?!?) ci vorranno infatti 6 mesi per la gara e poi 15 per i lavori. Quindi salvo imprevisti prevedibili nel 2016 il corridoio raggiungerà quei cittadini per servire i quali era nato. Sette anni dopo l'inizio dei lavori e 15 anni dall'arrivo delle prime palazzine. L'assessore Caudo incalzato dai cinquestelle fa sapere che nessuna "penale" sarà attribuita al consorzio che deve costruire il ponte, essendo la posizione di quest'ultimo nella vicenda regolare. Piuttosto stupefacente per un'opera che, per chi ancora se ne ricorda, doveva essere completata a fine 2011. 

Alla fine quindi che mezzi passeranno in questo maledetto corridoio? I filobus, se mai venissero consegnati, non potrebbero circolare senza la linea aerea. La cui installazione non si sa quando sia prevista. Sappiamo solo che il progetto (della linea aerea) è stato approvato con prescrizioni. Approvato da chi? E quali prescrizioni? E poi perché questo progetto nel progetto arriva solo ora a 4 anni dall'inizio dei lavori? Misteri. Quello che sappiamo invece è che se non finiscono i lavori del centro commerciale Maximo costruito da Parsitalia, nemmeno il corridoio può essere completato. Bisogna allargare via di Tor Pagnotta, forse sfasciare la Laurentina per un sottopasso e mettere i pali mancanti. E deve farlo Parnasi.

Così mentre passeremo i prossimi anni aspettando che i re di Roma, Caltagirone e Parnasi facciano la loro misera parte completando quel progetto pubblico che ha permesso loro rispettivamente di cementificare mezzo agro romano e di tirare su l'ennesimo centro commerciale, potremo comunque godere di una fantastica preferenziale di due km percorsa da normalissimi bus. La notizia sbandierata come una conquista epocale per la città arriva a inizio mese. Altri tre mesi di lavori per risfasciare il corridoio appena fatto. Bisogna aprire nuovi varchi per far passare i bus che non percorrono tutto il corridoio dall'inizio alla fine. Quindi forse il progetto era sbagliato da sempre? Poi sarà realizzata una nuova inversione di marcia davanti al costruendo centro commerciale. Come non pensare che sia l'ennesima pecetta per sistemare l'accesso al cc data la palese infattibilità del sottopasso previsto?

Lo scandalo continua...

martedì 21 gennaio 2014

Il filo(bus) delle speculazioni private e della mala politica

C'era una volta un signore di nome Francesco Gaetano Caltagirone che voleva costruire tante palazzine nell'agro romano appena fuori dal GRA sulla Laurentina. Gli fu detto dal signor Walter Veltroni che si poteva fare sicuramente ma che c'era bisogno prima di un tram per portare le migliaia di nuovi inquilini alla metro B, in attesa del prolungamento della stessa per non ingolfare la Laurentina e per non intrappolare gli abitanti. Strani arcani nelle carte avvennero e del tram si perse traccia, così come della metro. Il tutto si trasformò in un corridoio per filobus pagato con i nostri soldi. Caltagirone ci doveva mettere solo il ponte verso il suo quartiere. Nonostante ciò le case arrivarono e il filobus sappiamo tutti che fine ha fatto. 10-0 per l'interesse dei privati. Quattro anni di cantieri e ancora nulla. A volersi proprio fare del male, guardando all'ultimo cronoprogramma, parola stranamente non più in voga, siamo in ritardo di altri quattro mesi. Abbiamo un po' di pali ma niente linea aerea, niente rotonda a Tor Pagnotta, niente filobus. Mancini per quanto ne sappiamo se ne sta tranquillo in attesa di giudizio e sull'inchiesta per le tangenti è calato il silenzio. Oggi Marino finalmente torna sul problema, come vedete nell'articolo de Il Tempo qui accanto, e promette che entro la primavera Caltagirone comincerà a costruire il ponte sul GRA. C'è da crederci? Espletare una gara d'appalto non è cosa breve, visti gli immancabili ricorsi e i tempi della burocrazia. Comunque sembrerebbe un'ottima notizia. Un nuovo inquietante tassello tuttavia si è aggiunto recentemente al già triste mosaico di questa storia. Nel Notiziario Cantieri pubblicato da Romametropolitane a Dicembre si legge infatti:
Cantiere C (da via Céline a via di Tor Pagnotta): Sono state realizzate: [...] le opere civili stradali a meno degli ultimi 90 m, incompatibili con l’assetto stradale attuale e da realizzarsi a seguito dell’allargamento della sede stradale, ad opera dell’operatore privato Parsitalia
[...]  È stata riconsegnata al Dipartimento una porzione del Cantiere C oggetto dei lavori di indagine e di realizzazione del sottopasso ad opera dell’operatore privato Parsitalia. 
[...] Sono stati installati tutti i pali TE previsti, non interferenti con le opere di competenza della Società Parsitalia (art. 11 PRU)
Cantiere B (via di Tor Pagnotta):Lungo tale tratto di corridoio sono stati posati tutti i pali TE infissi, non interferenti con le opere di competenza Parsitalia di cui sopra.

Poche righe sibilline che a un occhio più smaliziato però dicono molto. Che c'entra adesso Parsitalia (cioé il costruttore romano Parnasi che sta edificando anche quell'orrore chiamato Europarco)? C'entra perché proprio tra le vie Laurentina e Tor Pagnotta sta edificando un nuovo mega centro commerciale più uffici (tra cui la nuova sede del municipio). Il tutto sotto il "filantropico" nome di "Laurentino oltre i Ponti". Il tutto a 2km da Euroma2. Una bella speculazione edilizia. Il cantiere del centro commerciale interferisce con i lavori del filobus che, deduco io, quindi saranno completati solo alla conclusione di quelli del CC? E non si tratta solo di allargare un po' la strada e piantare i pali rimanenti per il filobus, si parla anche di un sottopasso della Laurentina, un'opera complessa e lunga che renderà impossibile l'esercizio del corriodio filoviario per chissà quanti anni a venire. Non c'è che dire. Un progetto nato sotto la stella dell'interesse privato a scapito dei cittadini, passato attraverso lo schifo della politica venduta non poteva finire che schiacciato da un'altra bella speculazione.

mercoledì 11 settembre 2013

Metro C: sblocco cantieri, nuove date e trasparenza

A quando tutto questo per le altre opere attese da anni?

Finalmente la notizia attesa da un mese. Riaprono i cantieri della Metro C. L'accordo tra Comune/Romametropolitane e MetroC SpA è stato raggiunto e ratificato dal Ministero. Il costruttore avrà i soldi richiesti nel contenzioso (253 + 18mln) ma in cambio rinuncia a ogni altra pretesa futura (eccetto eventuali problemi archeologici o varianti di progetto).
Dov'è la vittoria insomma? Sono state fissate nuove date per l'apertura al pubblico che se non saranno rispettate comporteranno il pagamento di pesanti penali da parte del costruttore. NON ci sarà più nessuna apertura intermedia fino a Centocelle ma a Settembre 2014 aprirà direttamente tutta la tratta Pantano-Lodi. A fine 2015 si arriverà a San Giovanni. I test per il preesercizio inizieranno da Dicembre sulla tratta già completata. Altra notizia succosa è che l'accordo prevede di accelerare i tempi per arrivare al Colosseo, quindi sperabilmente al 2019 ma qui è in ballo la problematica archeologica quindi tutto può accadere. Anche per la prosecuzione a P.za Venezia è tutto nero su bianco: il progetto definitivo sarà presentato tra tre mesi (in tempo per accaparrarsi i 300 milioni messi sul tavolo dal decreto del FARE) e l'esecutivo altri due mesi dopo. Quindi potenzialmente entro il prossimo anno i cantieri potrebbero partire. Le dolenti note arrivano sulla tratta T2, la più importante, quella che chiude la maglia del centro storico. Se non si troveranno i fondi entro il 2016 il contratto potrà essere rescisso da entrambe le parti, che potrebbe significare una linea C monca per tanti anni a venire. La speranza è che tra il Giubileo 2025 o le Olimpiadi 2024 o anche solo il buon senso i soldi si riescano a trovare.
In ogni caso ancora una volta l'amministrazione Marino dà segno di coraggio nel riprendere in mano le situazioni grigie che impastoiano la città e riportarle alla luce della trasparenza. E' la prima volta infatti che un atto del genere viene pubblicato integralmente online sul sito di Romametropolitane. E sicuramente è stato giusto partire da quello che non solo è il cantiere più importante di Roma ma l'opera pubblica più grande in costruzione in Europa. Ora però bisogna mettere lo stesso impegno per sbloccare in primis le opere già finanziate ma impantanate da anni di malagestione:
1. Il filobus sulla Laurentina: la costruzione del ponte sul GRA deve essere sbloccata immediatamente per dare senso a un'opera altrimenti monca e non vanificare i lavori fatti finora sebbene con tempi biblici.
2. Il prolungamento della metro B a Casal Monastero: abbiamo visto alcuni cantieri mobili prima dell'estate poi il nulla. Bisogna andare avanti col project financing e dare finalmente a questa linea un capolinea degno di questo nome fuori dal GRA per stappare il quadrante est della città. Le edificazioni previste a ridosso delle stazioni metro non sono speculazione bensì l'applicazione del paradigma della densificazione della città consolidata. Si cancellino altrettante cubature previste nell'agro romano e si vada avanti.
3. Il ponte ciclopedonale sull'Aniene: fondamentale adduttore alla metro B1 Conca d'Oro ha atteso fin troppo tempo tra ricorsi al TAR e progettazioni sbagliate. I soldi ci sono. Si aprano i cantieri.


martedì 4 giugno 2013

Miracoli elettorali

Non so se ve ne siete accorti ma il corridoio Laurentina è stato aperto! Grande notizia per un'opera così attesa e già in ritardo di 6 mesi. Sarà sicuramente un sollievo per la mobilità del quadrante. Certo per adesso è aperta solo la preferenziale tra via dell'Umanesimo e via di Tor Pagnotta, circa due chilometri. No, no, non ci arriva a Fonte Laurentina, il ponte Caltagirone non l'ha ancora neanche appaltato. E il corridoio è aperto solo in direzione Laurentina metro B perché nell'altro senso non c'è la corsia di uscita. E no, neanche la rotonda c'è ancora. Ah dimenticavo, non ci sono neanche i cavi della linea aerea. In effetti non ci circolano i filobus ma i normali bus. I filobus non ci sono, eh, no, l'inchiesta per la tangente tra Mancini e Finmeccanica non è conclusa. Ah sì certo non c'è ancora neanche il deposito per i filobus. E comunque non ci passano tutte le linee ma solo cinque. Comunque è già qualcosa no? Ah, e poi i bus non ci passano dall'inizio dell'orario di servizio (5:30) ma solo dalle 7:00. Pare infatti che il corridoio in assenza dei semafori definitivi, dei lampioni e degli attraversamenti pedonali debba essere presidiato costantemente dai vigili. Che si sono rifiutati di attaccare alle 5:30 del mattino. Come dar loro torto. Per tutto questo è proprio il caso di ringraziare il sindaco. Grazie Alemanno per avere così a cuore la mobilità dei romani!

venerdì 15 febbraio 2013

Ponte che viene, ponte che va.


La prossima estate sarà inaugurato il ponte della scienza, in costruzione dal 2008, dopo 5 anni di lavori di cui  2 di ritardi dovuti all'inadempienza delle ditte, la necessità di riappaltare l'opera, la difficoltà di reperire i fondi per le opere complementari.

Nel frattempo su un altro fiume, l'Aniene, parrebbe che le procedure per l'avvio dei lavori della passerella ciclopedonale che collegherà il quartiere Sacco Pastore alla metro B1 a Conca d'Oro siano completate. Lo dice il presidente del municipio Bonelli, in polemica con l'opposizione che secondo lui criticherebbe il suo operato senza conoscere le procedure. Il problema è che il ponte, oggi, doveva essere finito, perché avrebbe dovuto essere aperto in estate. Che è successo? Un ricorso, immancabile, dei secondi arrivati. Più la lentezza atavica delle procedure burocratiche. E senza vedere un singolo mattone siamo già a un paio d'anni buoni di ritardo.

Un altro ponte invece è ancora poco più di un miraggio. Quello sul GRA tra Tor Pagnotta e Fonte Laurentina, necessario per portare il filobus da Trigoria alla metro B. Il consorzio Tor Pagnotta 2 (Caltagirone in testa) non ha ancora indetto la gara d'appalto. Qui ormai con le tempistiche siamo al ridicolo. L'intero progetto del corridoio doveva essere finito a dicembre 2011. I lavori per la sede filoviaria sulla Laurentina ad oggi, dopo tre anni di cantieri, sono a buon punto ma ancora da terminare. I 45 mezzi poi sono sparsi tra Bologna e la Repubblica Ceca. L'intera fornitura, su cui pesa la vicenda della tangente pagata dalla Breda (Finmeccanica) a Mancini, ad di Eur SpA, infatti, pur essendo stata ordinata addirittura prima dei tempi legali, non è stata interamente pagata alla Skoda. E il ponte? Non si sa quando sarà indetta la gara. Da quel momento poi ci vorrano 2 mesi per espletarla. Poi l'inevitabile ricorso. Facciamo 6 mesi. Poi 20 mesi di cantieri e 8 di collaudi = 3 anni a partire da oggi. Tutto il corridoio potrà dunque essere operativo non prima del 2016, sette anni dopo l'inizio dei lavori.

giovedì 31 gennaio 2013

Il corridoio della corruzione

Se vogliamo è un opera minore. Un corridoio per filobus pensato sotto Veltroni per giustificare l'immensa ondata cementizia di quello che era un idilliaco pezzo di campagna romana: Tor Pagnotta. Per portare le migliaia di residenti dei palazzoni di Caltagirone alla metro Laurentina. Un iter lunghissimo, osteggiato dall'allora opposizione di centrodestra e poi ripreso dagli stessi che lo avversavano una volta divenuto sindaco Alemanno. Oggi dopo 3 anni di cantieri non si vede ancora la fine. Mancano la linea aerea e le pensiline, i semafori, gli arredi. Soprattutto manca il ponte sul GRA, che serve a portare il filobus nel cuore stesso dei nuovi quartieri per poi proseguire in futuro fino a Trigoria. La costruzione del ponte è in carico al consorzio Tor Pagnotta Due, il cui presidente Raffaele Panebianco ha dichiarato oggi a Repubblica che i lavori non sono ancora iniziati perché solo pochi giorni fa è arrivata l'autorizzazione dall'Anas e che il ponte sarà completato entro il 2015, 4 anni dopo la data ufficiale di fine lavori. Segnamoci bene questa dichiarazione.
Curiosamente però mentre i lavori arrancano affossando le attività commerciali adiacenti al cantiere e facendo impazzire il traffico, i mezzi che dovranno percorrere il corridoio sono stati acquistati da anni, tanto che dei 45 filobus la gran parte è ferma a Bologna e il resto ancora in Repubblica Ceca presso il costruttore, la Skoda. Infatti il deposito romano che dovrà ospitarli non è stato ancora completato. Perché tanta fretta dunque? Non si sa. Quello che si sa invece è che per accaparrarsi la commessa da 40 milioni la BredaMenarinibus ha pagato una tangente da 500.000 euro. L'ad della società, Roberto Ceraudo, è stato arrestato per corruzione. A chi sono andati questi soldi? Una parte all'ad di Eur SpA, Riccardo Mancini, braccio destro della campagna elettorale di Alemanno e a capo di una società pubblica che controlla un patrimonio di quasi un miliardo di euro. Mancini si è dimesso in questi giorni. Pare tuttavia che la destinazione finale del denaro fosse proprio la "segreteria di Alemanno" come emerge da alcuni messaggi tra Ceraudo e un intermediario che avrebbe agevolato il subappalto alla Skoda. Non solo. In una intervista a Repubblica l'intermediario pentito lascia intendere che la giunta Alemanno avrebbe bloccato la gara per poi riaggiudicarla a una società che formalmente prometteva un forte ribasso sull'appalto ma informalmente garantiva una mazzetta alla politica. Non solo. Sembra anche che il "contributo" per l'appalto dei filobus fosse solo un assaggio atto a estendere i "favori" della politica a Finmeccanica (di cui la Breda fa parte) nell'ambito dei ben più cospicui appalti per le nuove metropolitane. 
Un quadro a tinte fosche per la nostra martoriata città. E se da un lato i magistrati devono andare a fondo nella questione d'altra parte ci sono migliaia di cittadini in attesa di un'opera indispensabile per la loro qualità di vita. Che ne sarà dei filobus adesso? Che ne sarà dei lavori fatti sinora? Forse sarebbe il caso di raggiungere i residenti nella loro manifestazione di protesta dell'8 Febbraio sulla Laurentina.

mercoledì 5 dicembre 2012

Filobus Laurentina-Tor Pagnotta: ancora ritardi e mistificazioni

Ancora ritardi per il filobus più lento della storia. Altri 3 mesi. Si evince da un comunicato di oggi che ho salvato ad imperitura memoria qui. Una nuova fase di lavori che terminerà a fine Febbraio 2013. Peccato che in quest'altro comunicato di Agosto si diceva che i lavori all'esterno del corridoio sarebbero terminati a fine Novembre. Tre mesi in più senza che nessuno dica niente. Va bene. Comunque a fine Febbraio poi apre il corridoio? No. Mancherà ancora l'attrezzaggio dei pali e della linea aerea, delle fermate ecc. Data finale? Sconosciuta. Sappiamo tutti che l'inaugurazione era prevista a fine 2012 e che i lavori sono partiti nel 2009. Intanto però continua la silenziosa opera di mistificazione condotta da Romametropolitane che ha fatto sparire dal proprio sito la brochure ufficiale del progetto con incluse le date. Nascondere la polvere sotto il tappeto non servirà in ogni caso. I nodi al pettine ci sono già tutti.
  1. Manca il ponte sul GRA per raggiungere Tor Pagnotta 2  senza il quale l'intera opera è priva di senso. Lo deve costruire Caltagirone, nessuno ne sa nulla.
  2. I cantieri dell'altro "ramo" del filobus, da Mezzocammino all'Eur lungo la Colombo, dopo anni di sondaggi archeologici non sono mai partiti e ad oggi non si ha notizia al riguardo
  3. Rimane in sospeso anche la vicenda delle tangenti sull'acquisto dei filobus destinati ai due corriodi. L'Ad di Eur Spa Mancini sarà condannato? E se sì, i filobus dovranno essere sequestrati rendendo da buttare il lavoro fatto?

mercoledì 26 settembre 2012

La mazzetta appesa a un FiloBus

Da prolungamento della metro B, a tram in sede propria, a filobus bimodale, a un troncone monco di preferenziale che dopo 3 anni di lavori non è terminato e soprattutto non raggiungerà il quartiere per servire il quale era stato pensato. Come sappiamo bene il tutto a causa di Caltagirone che non ha avviato i lavori per il ponte sul GRA mentre i soldi delle orribili palazzine di Tor Pagnotta se li è intascati. Ma c'è qualcun altro che forse ha beneficiato del corridoio della mobilità fantasma. Pare infatti, secondo questo articolo di repubblica, che ci sia stata una cospicua tangente di 500.000 euro di cui 150.000 già intascati dall'AD di Eur Spa e "pagati" dalla società che deve fornire i 40 filobus ibridi destinati al corridoio. Insieme, pare, alla garanzia dell'appoggio di Finmeccanica per la poltrona nel prestigioso ente. Condizionale d'obbligo come per qualsiasi indagine in corso ci mancherebbe. Ma lo stato di fatto è sotto gli occhi di tutti. E la guardia di finanza è arrivata fino agli uffici di RomaMetropolitane. Anche tralasciando il pesantissimo risvolto morale di questo e di tutti i recenti scandali relativi a sperperi di denaro pubblico non si può non essere amareggiati per il naufragio anche degli ultimi pochissimi progetti per la mobilità messi in campo dalle amministrazioni precedenti. Quando finirà quest'epoca di degrado morale, quando si ritroverà lo spirito di responsabilità verso una città devastata, quando torneranno in politica idee e azioni che abbiano come unico fine il miglioramento della vita dei cittadini che passa irrinunciabilmente per una mobilità più efficiente e sostenibile? 

mercoledì 8 dicembre 2010

Monorotaia sulla Togliatti



Una monorotaia sulla Togliatti. Questo l'idea di Francesco Coccia, direttore del dipartimento dell'assessorato ai Lavori pubblici e alle Periferie, che ha illustrato la sua idea a margine del convegno all'Ara Pacis 'Ritorno alla città'. "Una monorotaia su gomma tra la ferrovia interna e il Gra per tutti i quartieri principali della periferia romana. Il primo tratto si chiamerebbe 'Gronda Orientale', sarebbe realizzabile in 3-4 anni e costerebbe, per otto chilometri, circa 500 milioni"
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/12/01/news/un_treno_volante_intorno_roma_si_potrebbe_gi_fare_sulla_togliatti-9735150/

Insomma una riedizione del tram Saxa Rubra-Laurentina in salsa futuristica. Per chi non conoscesse la storia del travagliato corridoio Togliatti di seguito un'ottimo riassunto (storia corridoio Saxa Rubra-Laurentina).
Anche l'idea della monorotaia non è nuova ma frutto di una proposta dell'ordine degli ingegneri della provincia di roma che si può approfondire al seguente link (proposte ordine ingegneri di roma).

Cosa c'è di buono in tutto ciò? Che finalmente si riparla di un'opera fondamentale per la città mettendo in luce il fatto che la mobilità di tipo tangenziale sia importante quanto quella radiale.
Per quanto riguarda la tecnologia da utilizzare la monorotaia presenta indiscutibili vantaggi rispetto a un tradizionale tram:

  • Eliminazione delle problematiche degli incroci a raso e quindi velocità elevata e costante su tutta la tratta. Il tram sulla Togliatti sarebbe bello ma di gran lunga più inefficiente della monorotaia. Lungo il percorso del corridoio ci sono 32 incroci!! Significa che o il traffico si ferma ogni 5 minuti per far passare il tram oppure i tempi di percorrenza si allungano in modo spropositato. La monorotaia avrebbe frequenze e velocità molto più da metropolitana. Per non parlare della sicurezza stradale.
  • Facilità di espansione: essendo una struttura su viadotto potrebbe essere facilmente estesa a nord oltre l'Aniene andando a servire quei quartieri che forse attenderanno per molti decenni la metro D.
  • Costi contenuti: stando a quello che dicono si fanno 8km e 10 stazioni con 500 milioni. La stessa cifra dei 3km e 3 stazioni della B2, rebibbia-casal monastero

Molti ritengono la monorotaia un sistema utile giusto per i pachi di divertimento o le metropoli americane a causa del suo impatto estetico. A mio avviso no. 

  • La larghezza della struttura è contenuta.
  • La presenza dei pini o di nuove piantumazioni potrebbe "mitigare" l'impatto visivo.
  • L'ampiezza della Togliatti è tale da non creare l'effetto "fantozzi" di claustrofobia nell'avere una strada sotto la propria finestra
Di contro c'è da dire che introdure un'altra tecnologia di trasporto aumenta a dismisura i costi di gestione e manutenzione. Un tram potrebbe sfruttare i depositi esistenti, il parco mezzi attuale nonché raccordarsi alle altre linee (19, 14, 5) per creare una vera rete e differenziare l'offerta di mobilità.

In ogni caso spero che questo progetto parta e cominci a soddisfare quella fame di trasporto su ferro che attanaglia la città.