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lunedì 16 settembre 2013

Isole Pedonali che passione!

Marino vuole dotare ogni Municipio di aree pedonali. In questo articolo del Messaggero l'elenco dei potenziali nuovi spazi interdetti ai mezzi a motore. Bene. Innanzitutto ci si comincia a occupare anche della città fuori dalle mura aureliane (anche se ancora troppo poco). In secondo luogo creare spazi pedonali in periferia alimenta un circolo virtuoso di relazioni sociali, di integrazione, di rilancio del commercio di prossimità e soprattutto convoglia l'idea che la città si vive meglio spostandosi a piedi o in bicicletta. Ovviamente questi risultati non sono affatto scontati. Le precondizioni per garantire il successo di una operazione di pedonalizzazione sono fondamentalmente tre:
1. Il luogo scelto deve essere "centrale", iconico, deve rappresentare l'idea, il fulcro e il baricentro di un quartiere, non una stradina defilata in cui non passa mai nessuno altrimenti resterà comunque deserta.
2. La pedonalizzazione deve essere accompagnata da un adeguato arredo urbano: via i marciapiedi, il simbolo della sottomissione del pedone all'auto, fioriere, panchine, aree ombreggiate, se c'è spazio un'area giochi per bambini, edicola, dehors dei locali.
3. La pedonalizzazione deve essere VERA: non serve uno scenziato per rendersi conto che lo stato delle aree GIA' pedonali a Roma è comatoso. Basta farsi un giro al centro o se siamo pigri una ricerca su google:
Basta addirittura usare lo streetview di Google Maps per rendersi conto del fatto che le auto invadono da sempre impunemente ogni centimetro pedonale. Non bastano più nemmeno le barriere fisiche, basta vedere il triste caso delle "palle" di ferro del Pantheon, volgarmente divelte per violare l'isola. Serve un controllo sistematico e una repressione pedissequa del fenomeno, multe, rimozioni. Dunque ben vengano le nuove isole pedonali in periferia, ma prima magari si restituiscano alla città quelle esistenti, altrimenti il rischio di fare una pessima figura e rendere un infimo servizio alla cittadinanza e tutt'altro che remoto.

martedì 30 aprile 2013

Pedonalizzazione Via dei Fori: un'alternativa al piano Marino


Marino ha annunciato che, qualora eletto sindaco, pedonalizzerà via dei Fori Imperiali (da Largo Ricci al Colosseo) e la piazza del Colosseo nei primi 100 giorni di consiliatura. Un intento nobile e ambizioso. In realtà non è una vera e propria pedonalizzazione perché i mezzi pubblici continuerebbero a transitare tuttavia si eliminerebbero giustamente le migliaia di autovetture che ingolfano l'area archeologica mettendo a rischio con inquinamento e vibrazioni la salute dei monumenti e dei cittadini. Come intende farlo? Secondo il progetto che vediamo sopra. Invertire il senso di marcia sulla salita di via Nicola Salvi e su via degli Annibaldi. Così chi proviene da piazza Venezia userà via Cavour e via degli Annibaldi appunto per aggirare il Colosseo mentre chi proviene da sud (Piramide/Caracalla) potrà usare via dei Cerchi e Teatro di Marcello oppure via di San Gregorio, via Labicana, via Merulana, via Lanza. Insomma dei percorsi alternativi piuttosto lunghi e che vanno a impattare su strade già oltremodo trafficate (via Merulana p.e.). Ora, il piano prevede alcuni "interventi complementari" riassunti qui. Il tema è delicatissimo non si può sbagliare.
  Via Labicana a senso unico in quale senso? Immagino verso Manzoni è la scelta più logica. Poi. Via di San Giovanni non termina affatto su via E.Filiberto! Di quale svolta a sinistra si parla?!? Dopo queste leggerezze poco perdonabili un sospiro di sollievo. Presidio per fluidificare le strade alternative. Anche qui il buon senso mi induce a pensare che trattasi di lotta alla sosta selvaggia! Sarebbe una notizia di per sè, che farebbe storia nella Capitale. Perché è proprio questo il punto cruciale. Il traffico è generato dalla presenza di posti auto abusivi ed è alimentato dalla doppia fila in una spirale negativa. Cancellare la sosta selvaggia significa indurre molti a lasciare l'auto a casa visto che non la possono parcheggiare ovunque e gratis e al contempo rendere più scorrevole il traffico riducendo i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici e l'inquinamento. Troppo semplice? Dunque ben venga la pedonalizzazione dei fori ma non si potrebbe fare senza ingolfare la viabilità di arterie importanti? C'è una cosa che il piano Marino non ha il coraggio di fare. Eliminare posti auto. Infatti se si abolisse una fila di stalli in via degli Annibaldi si potrebbe rendere la stessa a doppio senso insieme a via Salvi mettendola in sicurezza (parapedonali). Questa è la mia proposta:


mercoledì 6 febbraio 2013

Tutta Roma in un cornicione


Quanti modi ci sono per raccontare una storia? Infiniti. Veniamo al fatto. E' crollato un cornicione di un palazzo storico di sette piani in via del Fiume, traversa di via di Ripetta. Due auto e uno scooter sono stati danneggiati pesantemente. Nessun ferito. "Il Tempo" la butta sulla tragedia sfiorata. Il "povero" proprietario della Smart che ogni giorno porta i tre bimbi a scuola se l'è vista brutta. Certo. Tuttavia per fortuna nessuno si è fatto male. Quello che colpisce la mia attenzione è altro però. In primis come sia possibile che un palazzo storico di una delle zone più ricche di Roma si sbricioli così da un giorno all'altro. Possibile che i facoltosi condomini non abbiano a cuore il mantenimento del loro stabile di pregio mettendo in pericolo la vita dei pedoni? Possibile che non ci sia una normativa che obblighi i proprietari di stabili storici a regolari verifiche sullo stato degli immobili? Poi. Le auto distrutte. Poverini. Peccato che, come si vede dalla foto qui sotto, la strada ha due bei divieti di sosta e fermata su entrambi i lati. Quindi le auto lì sotto non ci dovevano stare. Multa subito e nessun risarcimento danni. Sorrideranno le relative assicurazioni. Non fanno strettamente parte della vicenda ma, sempre dallo streetview qui sotto, le auto in divieto, la Smart sul marciapiedi, i cartellonazzi, le Tag e gli adesivi sui pali completano il quadro. Questa è Roma, la capitale dell'incuria e dell'illegalità. E non siamo in periferia, bensì nel cuore più ricco del centro storico. Chissà se il povero signor proprietario della smartina andata distrutta si renderà conto che è stata la sua auto a distruggere il cornicione e non viceversa? che il suo egoismo di parcheggiare abusivamente sotto casa sta distruggendo la città più bella del mondo? Che la pedonalizzazione di Via Ripetta e del tridente osteggiata da tanti residenti come lui aiuterebbe gli edifici storici a non sbriciolarsi a causa delle vibrazioni e dello smog? Che il sottopasso e parcheggio della passeggiata di Ripetta bloccato dalle signore impellicciate di Italia Nostra avrebbero allontanato il traffico e innalzato la qualità della vita della sua strada? Che c'è una stazione di metropolitana a 400 metri e che forse i bimbi a scuola li può portare in bicicletta o a piedi? Speriamo che non servano altri cornicioni, magari più pericolosi, per far aprire gli occhi a questa città che gli occhi li chiude sempre.


giovedì 22 novembre 2012

Le priorità del centro storico più grande del mondo, patrimonio dell'umanità


 1. Basta con bancarelle e camion-bar
 2. Stop ai tavolini selvaggi
 3. Basta con le manifestazioni a piazza del Popolo 
 4. Stop alle barriere architettoniche
 5. Asilo nido nell'ex ospedale San Giacomo
 6. Nuovi parcheggi, in particolare sotterranei 
 7. ZTL costante
 8. Raddoppiare le navette elettriche


Queste le priorità indicate dal candidato minisindaco del 1° municipio, Costantini, che si propone come portavoce di una nuova lista civica "formata da residenti e commercianti del centro storico". Vi piacciono? Vi sembrano le vere priorità per il centro storico più grande del mondo patrimonio dell'umanità protetto (magari) dall'Unesco?
A prima vista sembrano tutte cose buone e giuste. La lotta per il decoro, la ZTL permanente. Poi, scorrendo più volte l'elenco e considerando che questa lista civica ha come base gli interessi dei residenti e dei commercianti del centro i dubbi cominciano a sorgere. Residenti come quelli che hanno impedito la costruzione del parking del Pincio e del sottopasso dell'Ara Pacis con relativo parcheggio che avrebbe creato una terrazza sul Tevere, dato aria al monumento e consentito una pedonalizzazione diffusa? Commercianti come Annibale il macellaio che hanno impedito la pedonalizzazione di via di Ripetta perché così possono scaricare la merce davanti bottega e la gente può parcheggiare sui marciapiedi per entrare nei loro negozi? In effetti a ben guardare questa lista se la vuole prendere giustamente con gli ambulanti abusivi e i camion bar, ma non una parola sulle auto parcheggiate ovunque, sui marciapiedi impercorribili, sulle isole pedonali violate, sulla lentezza dei trasporti pubblici causata dalla sosta selvaggia, sulle auto blu che spadroneggiano, sullo smog che sgretola i nostri resti antichi, le chiese e i palazzi, sulla connivenza dei vigili e sull'arredo urbano inesistente che tutto questo permette. Non una parola sulle pedonalizzazioni. E il tridente pedonale promesso da Alemanno? E via dei Fori Imperiali?
Però adesso i parcheggi li vogliono. E la ZTL h24. Qualcosa non torna. A cosa servono i posti auto se le auto nel centro storico non entrano più? O meglio. A CHI servono? Elementare Watson. A chi nella ZTL entra lo stesso. Commercianti. E residenti.
Insomma, a ben vedere, questo nuovo partitino si configura come una bella proposta per fare del centro di roma il comodo parcheggio e salotto di chi ci abita e di chi ci vende. Gli altri, bé forse non ne sono all'altezza. Forse che Roma non sia anche di chi vive fuori dalle Mura Aureliane e nelle pause dallo stress e dal traffico vorrebbe rilassarsi in una città bella e accogliente e accessibile? Forse che i milioni di turisti che la visitano resterebbero più a lungo se non dovessero incolonnarsi tra la doppia fila rischiando la vita, assordarsi per il traffico e respirarsi lo smog o spendere ore sui mezzi pubblici eternamente in coda o sui tram che non passano tra le auto parcheggiate ovunque? E forse, dico forse, gli stessi commercianti non si rendono conto che le persone spenderebbero molto più tempo e soldi nei loro negozi se potessero passeggiare tranquillamente in una bella via pedonale piuttosto che fare lo slalom tra le lamiere?