Quanti modi ci sono per raccontare una storia? Infiniti. Veniamo al fatto. E' crollato un cornicione di un palazzo storico di sette piani in via del Fiume, traversa di via di Ripetta. Due auto e uno scooter sono stati danneggiati pesantemente. Nessun ferito. "Il Tempo" la butta sulla tragedia sfiorata. Il "povero" proprietario della Smart che ogni giorno porta i tre bimbi a scuola se l'è vista brutta. Certo. Tuttavia per fortuna nessuno si è fatto male. Quello che colpisce la mia attenzione è altro però. In primis come sia possibile che un palazzo storico di una delle zone più ricche di Roma si sbricioli così da un giorno all'altro. Possibile che i facoltosi condomini non abbiano a cuore il mantenimento del loro stabile di pregio mettendo in pericolo la vita dei pedoni? Possibile che non ci sia una normativa che obblighi i proprietari di stabili storici a regolari verifiche sullo stato degli immobili? Poi. Le auto distrutte. Poverini. Peccato che, come si vede dalla foto qui sotto, la strada ha due bei divieti di sosta e fermata su entrambi i lati. Quindi le auto lì sotto non ci dovevano stare. Multa subito e nessun risarcimento danni. Sorrideranno le relative assicurazioni. Non fanno strettamente parte della vicenda ma, sempre dallo streetview qui sotto, le auto in divieto, la Smart sul marciapiedi, i cartellonazzi, le Tag e gli adesivi sui pali completano il quadro. Questa è Roma, la capitale dell'incuria e dell'illegalità. E non siamo in periferia, bensì nel cuore più ricco del centro storico. Chissà se il povero signor proprietario della smartina andata distrutta si renderà conto che è stata la sua auto a distruggere il cornicione e non viceversa? che il suo egoismo di parcheggiare abusivamente sotto casa sta distruggendo la città più bella del mondo? Che la pedonalizzazione di Via Ripetta e del tridente osteggiata da tanti residenti come lui aiuterebbe gli edifici storici a non sbriciolarsi a causa delle vibrazioni e dello smog? Che il sottopasso e parcheggio della passeggiata di Ripetta bloccato dalle signore impellicciate di Italia Nostra avrebbero allontanato il traffico e innalzato la qualità della vita della sua strada? Che c'è una stazione di metropolitana a 400 metri e che forse i bimbi a scuola li può portare in bicicletta o a piedi? Speriamo che non servano altri cornicioni, magari più pericolosi, per far aprire gli occhi a questa città che gli occhi li chiude sempre.
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mercoledì 6 febbraio 2013
venerdì 16 novembre 2012
La mobilità paralizzata alla sbarra
Questa è Roma in un giorno feriale qualsiasi in ora non di punta. Una immensa distesa di lamiera paralizzata.
Nessuna strada si salva a parte le autostrade che poi in ora di punta esplodono anch'esse. E' evidente solo a me che c'è un problema gravissimo? Direi di no, visto che da anni ormai abbiamo un sindaco che è anche "commissario straordinario per l'emergenza traffico". Tuttavia dopo Parentopoli e la richiesta di 8 rinvii a giudizio, altre inchieste si aprono sull'Atac: nel mirino dei magistrati truffe su appalti milionari, biglietti falsi, tangenti dai fornitori. C'è poi la questione irrisolta della tangente di 500.000 euro sulla commessa dei 40 filobus per il corridoio Eur-Laurentina, i cui lavori sono in pesantissimo ritardo e a questo punto chissà quando potremo vederci circolare i mezzi. Un bel quadretto per il trasporto pubblico, non c'è che dire. E tutto ciò proprio nel giorno in cui il comune decide di affidare "in house" (cioé senza gara) per i prossimi 7 anni ad Atac la gestione di tutto il sistema del trasporto pubblico romano, compresa la Metro C che ancora deve aprire.
Un po' come se eleggessimo presidente del consiglio una persona indagata per numerosi reati. Ah già, scusate. L'abbiamo già fatto.
Un po' come se eleggessimo presidente del consiglio una persona indagata per numerosi reati. Ah già, scusate. L'abbiamo già fatto.
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giovedì 2 agosto 2012
C'è da crederci?
“[...] Imprimere un ulteriore impulso e implementare i controlli sul commercio abusivo nelle aree pubbliche, il contrasto al degrado urbano e, nell'ambito della viabilità, la fluidificazione del traffico, evitando quella moltitudine di soste irregolari che la danneggiano”
Carlo Buttarelli, nuovo comandante dei vigli urbani di Roma Capitale.
C'è da crederci? Quasi non sembra vero. Il nuovo capo della municipale sembra parlare come un blogger. Alemanno ci aveva già provato più di un anno fa: il risultato fu che la doppia fila invece che continua diventò tratteggiata. Nei pochi metri presidiati dai vigili no, per poi ricominciare subito in là. E solo sulle grandi arterie. Il tutto sarà durato sì e no tre mesi.
Non ci resta che monitorare l'operato di Buttarelli e sperare che la sua non sia solo una sparata dal sapore elettoral-propagandistico.
venerdì 6 luglio 2012
Del Colosseo e altre storie
E' il monumento più famoso del mondo. Nonché l'ombelico di una città millenaria in grado di attrarre su di se e sollevare ogni tipo di problematica (conservazione, decoro e degrado, mobilità, vivibilià) che la affligge infervorando il dibattito pubblico. Forse però mai come adesso è stato nell'occhio del ciclone. Perché parlarne qui, bhè perché un simbolo così potente è uno specchio di ciò che gli sta intorno e le "soluzioni" ai suoi problemi dovrebbero far scuola per il resto della città. Vediamole.
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lunedì 11 giugno 2012
La metro B1 e l'ermeneutica dell'automobilista tipo
E' vero, la storia dell'apertura della metro B1 sta diventando una farsa.
E' vero che il piano di riordino del trasporto pubblico di superficie, approntato conseguentemente dall'Atac è stato comunicato in modo quanto meno confusionario.
Ed è normale che quando si modifica radicalmente la mobilità di un settore così ampio e popoloso della città non possono non esserci impatti. Partiamo comunque dal presupposto di base che i quartieri interessati sono più vicini alla metropolitana adesso, che per Roma, è quasi un miraggio. In questo scenario è dunque necessaria una flessibilità da entrambe le parti, con l'amministrazione che deve essere in grado di recepire i consigli e le proposte dei cittadini magari avviando un periodo di sperimentazione e mettendo in piedi i giusti strumenti di partecipazione.
Vediamo invece cosa dice il consigliere del II municipio Celani a Repubblica:
Vediamo invece cosa dice il consigliere del II municipio Celani a Repubblica:
"i dubbi dei residenti si sono spostati su alcune "stranezze" del nuovo Piano del trasporto di superficie: vi sono infatti alcune strade del quartiere (già assolutamente inadeguate a percorsi per autobus e a flussi di grande scorrimento) che vedranno moltiplicare l'impatto delle linee in transito"
E va bene, forse troppe sovrapposizioni di bus che comunque potranno essere facilissimamente modificate in seguito. Ma andiamo avanti:
"Su via Panaro si prevede di convogliare 4 linee con 2 fermate e 1 capolinea (in prossimità di un incrocio delicato con via Nemorense e dell'omonimo parco, che meriterebbe tranquillità)"
E qui va già meno bene, in quanto non si capisce perché un autobus non possa fermare accanto a un parco e debba necessariamente dare più fastidio delle automobili. Proseguiamo:
"considerata l'inadeguatezza della strada ciò porterà - oltre che ad una perdita di 9 preziosi posti parcheggio pubblici per fare spazio alle fermate - ad un prevedibile e inestricabile ingorgo non appena riapriranno le scuole (già oggi il 310 e i mezzi Ama restano sistematicamente bloccati)"
Ecco. Finalmente si sono scoperti gli altarini. Vi prego di soffermarvi sulle frasi in grassetto perché in queste che sembrano innocenti preoccupazioni di un residente si annida il vizio di forma più grave dell'idea di mobilità romana.
1. Per Celani la perdita di 9 posti auto a favore di una fermata di bus è inaccettabile. E' evidente che siamo in presenza di una radicatissima cultura autocentrica. Non vogliamo civilizzare la città? Vendere l'auto e spostarci in metropolitana visto che si può? Magari comprare una bici invece?
E va bene, forse troppe sovrapposizioni di bus che comunque potranno essere facilissimamente modificate in seguito. Ma andiamo avanti:
"Su via Panaro si prevede di convogliare 4 linee con 2 fermate e 1 capolinea (in prossimità di un incrocio delicato con via Nemorense e dell'omonimo parco, che meriterebbe tranquillità)"
E qui va già meno bene, in quanto non si capisce perché un autobus non possa fermare accanto a un parco e debba necessariamente dare più fastidio delle automobili. Proseguiamo:
"considerata l'inadeguatezza della strada ciò porterà - oltre che ad una perdita di 9 preziosi posti parcheggio pubblici per fare spazio alle fermate - ad un prevedibile e inestricabile ingorgo non appena riapriranno le scuole (già oggi il 310 e i mezzi Ama restano sistematicamente bloccati)"
Ecco. Finalmente si sono scoperti gli altarini. Vi prego di soffermarvi sulle frasi in grassetto perché in queste che sembrano innocenti preoccupazioni di un residente si annida il vizio di forma più grave dell'idea di mobilità romana.
1. Per Celani la perdita di 9 posti auto a favore di una fermata di bus è inaccettabile. E' evidente che siamo in presenza di una radicatissima cultura autocentrica. Non vogliamo civilizzare la città? Vendere l'auto e spostarci in metropolitana visto che si può? Magari comprare una bici invece?
2. Per ammissione dello stesso Celani la strada è già perennemente intasata dalla sosta selvaggia per via di chi porta i figli a scuola tanto che ne il bus ne l'ama riescono a passare. Dunque qual è la soluzione caro Celani? Non fare la fermata del bus altrimenti meno macchine saranno in grado di parcheggiarsi in doppia fila? Non sarebbe meglio portare i figli a piedi in bici o in bus? E multare sistematicamente i violenti, incivili, prepotenti abusatori del suolo pubblico in modo che il 310 e l'Ama possano tranquillamente svolgere il loro servizio pubblico di cui poi tanto ci si lamenta?
Siamo alla follia. Siamo all'abiezione del mantenimento di un insostenibile status quo basato sulla violenza della macchina a tutti i costi. Si apre lo spiraglio di un cambiamento epocale verso la mobilità pubblica offerto dalla metro e di rimando si battaglia per la perdita di una manciata di posti macchina. E' questo il male di Roma. E' questa la radice di una cultura cieca e ottusa che deve essere estirpata. E dà francamente fastidio leggere su una testata giornalistica che si millanta portatrice dei valori di una cultura della sostenibilità degli articoli di tale populismo e inconsapevolezza.
Siamo alla follia. Siamo all'abiezione del mantenimento di un insostenibile status quo basato sulla violenza della macchina a tutti i costi. Si apre lo spiraglio di un cambiamento epocale verso la mobilità pubblica offerto dalla metro e di rimando si battaglia per la perdita di una manciata di posti macchina. E' questo il male di Roma. E' questa la radice di una cultura cieca e ottusa che deve essere estirpata. E dà francamente fastidio leggere su una testata giornalistica che si millanta portatrice dei valori di una cultura della sostenibilità degli articoli di tale populismo e inconsapevolezza.
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domenica 20 maggio 2012
Il Piano della (in)sicurezza stradale di Roma Capitale
A due anni dal Piano Strategico per la Mobilità Sostenibile (realizzato allo 0%), il Piano Quadro della Ciclabilità appena approvato, ecco un altro "Piano" caldo caldo dell'amministrazione Grandi Proclami. Io me lo sono letto per voi. Stavolta l'intento è più che nobile, " tagliare del 50%, entro il 2020, il tasso di mortalità rispetto al 2009"
Che dire? Finalmente si sono accorti che gli incidenti stradali hanno "un costo sociale medio oltre i due miliardi di euro". Si sono accorti anche che i più colpiti sono pedoni e motociclisti soprattutto giovani. Bene. E i ciclisti? Nel centinaio di pagine del piano non vengono menzionati, MAI. Alemanno ti sei già dimenticato i 50.000 dei Fori Imperiali, di Eva e dei 2556 morti in Italia in dieci anni? Andiamo avanti. Vediamo le cause dell'incidentalità secondo loro:
Per i PEDONI: Inadeguatezza dei percorsi e degli attraversamenti pedonali; velocità dei veicoli; visibilità (in particolare nelle ore notturne); assenza di protezione; massa e forma dei veicoli.
Per i PEDONI: Inadeguatezza dei percorsi e degli attraversamenti pedonali; velocità dei veicoli; visibilità (in particolare nelle ore notturne); assenza di protezione; massa e forma dei veicoli.
Ottimo! Tutto rallegrato da queste folgoranti scoperte del comune mi pregusto già un elenco di azioni mirate a estendere le pedonalizzazioni, zone 30, eliminazione della sosta selvaggia e dei cartelloni abusivi che limitano la visibilità, aumento delle preferenziali e dell'accessibilità per incentivare l'uso del TPL, sanzioni a tutto spiano contro gli automobilisti indisciplinati.
Invece il documento prosegue con pagine e pagine di fuffa, INFORMATIZZAZIONE E GEOREFERENZIAZIONE degli incidenti stradali, Analisi di incidentalità e individuazione delle “AZIONI PRIORITARIE PER RIDURRE L’INCIDENTALITÀ”, Sviluppo di una BANCA DATI degli interventi realizzati a favore della sicurezza, e bla bla bla.
Va bhe tutto questo può anche servire ma che si fa in concreto? Bisogna arrivare verso pagina 60 per trovare un po' di ciccia. Allora le azioni da intraprendere con priorità "alta" secondo loro sono:
- per i PEDONI: Realizzazione di percorsi pedonali sicuri, Individuazione e messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali a rischio. E basta.
Invece il documento prosegue con pagine e pagine di fuffa, INFORMATIZZAZIONE E GEOREFERENZIAZIONE degli incidenti stradali, Analisi di incidentalità e individuazione delle “AZIONI PRIORITARIE PER RIDURRE L’INCIDENTALITÀ”, Sviluppo di una BANCA DATI degli interventi realizzati a favore della sicurezza, e bla bla bla.
Va bhe tutto questo può anche servire ma che si fa in concreto? Bisogna arrivare verso pagina 60 per trovare un po' di ciccia. Allora le azioni da intraprendere con priorità "alta" secondo loro sono:
- per i PEDONI: Realizzazione di percorsi pedonali sicuri, Individuazione e messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali a rischio. E basta.
- per i MOTOCICLISTI: Manutenzione stradale per la rimozione di buche e irregolarità della pavimentazione stradale. In pratica rattoppare le buche. E basta.
- per RIDURRE LA VELOCITA': Programma di monitoraggio delle velocità, Uso dei proventi contravvenzionali per il controllo delle velocità e l’acquisto di autovelox. Figura a priorità media la realizzazione di zone 30. A priorità media. Non alta. Media. Meno importante.
- per RIDURRE LA VELOCITA': Programma di monitoraggio delle velocità, Uso dei proventi contravvenzionali per il controllo delle velocità e l’acquisto di autovelox. Figura a priorità media la realizzazione di zone 30. A priorità media. Non alta. Media. Meno importante.
- AUMENTO DEI CONTROLLI: Defnizione di un piano operativo di enforcement (=fuffa), Aumento dei controlli sui comportamenti di guida a rischio, Aumento dei controlli sull’uso del casco, Dotazione di etilometri e narcotest. E basta.
Segue altra fuffa poi finalmente a pagina 81 si dice che hanno intenzione di "fluidificare e mettere in sicurezza la rete [stradale] principale, individuare gli ambiti e gli itinerari lungo i quali applicare la “tolleranza zero”", cioè un po' di strade saranno civili e il resto il consueto Far West. E come vogliono farlo? "Oltre le azioni di presidio della Polizia Locale,[...] l’estensione del sistema informativo UTT (Urban Travel Time); l’impiego estensivo dei sistemi PhotoRed; il coordinamento e la centralizzazione degli impianti semaforici; interventi di riorganizzazione della sede stradale e delle intersezioni; ottimizzazione della segnaletica; riorganizzione della sosta e verifica della regolamentazione per le occupazioni di suolo pubblico.
Ecco a fine pagina 81 si sono giocati l'ultima possibilità di dire qualcosa di sensato.
Cari amministratori, non c'è bisogno che vi nascondiate dietro timide perifrasi in politichese. Lo sappiamo benissimo che non potete multare la doppia fila, il suv sullo scivolo per disabili e sulle strisce, in curva e alla fermata del bus perché la vostra polizia è corrotta e perché perdereste i voti dei commercianti. Lo sappiamo benissimo che non potete rimuovere i cartelloni abusivi, le bancarelle, i camion bar che ostruiscono i passaggi pedonali i marciapiedi e le ciclabili perché non volete far torto agli "amici". Speriamo solo che riusciate veramente a salvare qualche vita dalle nostre strade. Lo speriamo proprio.
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martedì 24 aprile 2012
Aspettando Salvaiciclisti
| fonte: www.cityrailways.it |
lunedì 23 maggio 2011
Municipio X: se lo conosci, non puoi evitarlo! (si parla di viabilità tangenziale)
Visualizza Municipio X: viabilità tangenziale in una mappa di dimensioni maggiori
Il male del nostro territorio è il traffico.
L'agglomerato urbano ormai unitario di Ciampino-Morena-Ponte Linari-Tor Vergata è costantemente congestionato. Soprattutto per gli spostamenti di tipo tangenziale (paralleli al GRA per intenderci).
Basta consultare questo link a diverse ore del giorno per farsi un'idea: traffico.octotelematics.it
Complice di un recente peggioramento in questo senso la speculazione edilizia e l'inconcepibile proliferare di mega centri commerciali, non seguiti da un adeguato sviluppo del trasporto pubblico che, tra le altre cose, hanno reso il GRA indispensabile per gli spostamenti locali.
La mappa qui sopra tenta di descrivere lo stato di congestione medio delle principali arterie di sbocco del territorio, segnalando i punti critici (cliccate sui fuochi per maggiori info)
Il dato principale da tenere in considerazione, però, è che la maggior parte del traffico del nostro territorio non è locale bensì di attraversamento.
La posizione geografica è la prima causa di questo fenomeno, cerniera tra Roma e i Castelli, punto di snodo tra la Roma-Napoli e il GRA, unica porta di accesso verso l'EUR e Fiumicino per tutta Roma Sud-Est. L'enorme area del parco dell'Appia Antica infatti rappresenta una vera e propria muraglia urbana per gli spostamenti est-ovest, rotta solo in alcuni punti, ovviamente saturi, su viabilità inadeguata a flussi autostradali (Via Cilicia, TorCarbone/Vigna Murata, Torricola/Tor Pagnotta, il GRA appunto)
La presenza di altri "ostacoli" nella rete viaria complica il quadro. In particolare l'aeroporto di Ciampino e le numerose linee ferroviarie regionali (FR4, FR6, FR7, FR8) spezzano la viabilità concentrandola nei pochi e inadeguati punti di attraversamento, non riuscendo tralaltro a rappresentare un mezzo alternativo per via delle frequenze basse e degli orari di servizio ridotti, nonché per l'assenza di parcheggi di scambio nelle stazioni.
La soluzione di un problema così complesso non è sicuramente univoca.
A mio avviso due sono gli ambiti principali su cui lavorare:
- Separazione della viabilità locale dalla grande viabilità di attraversamento
- Potenziamento del trasporto pubblico rapido di massa, con creazione di nodi di scambio esterni che agiscano da recettori del pendolarismo e impediscano l'attraversamento del territorio
Viabilità
Per quanto riguarda il primo punto, i progetti dell'attuale PRG prevedono una nuova strada interquartiere (segnata in blu nella mappa) che connette trasversalmente Appia, Anagnina, Tuscolana, A1. L'opera sarebbe sottomessa alla creazione di una serie di nuovi quartieri residenziali (tra cui la famosa centralità Romanina dal peso di "soli" tre milioni di metri cubi) ma pur nella bontà dell'intento ha già incontrato divesi problemi, per la bocciatura da parte della sovrintendenza del passaggio indispensabile nell'area vincolata di Gregna e per importanti ritrovamenti archeologici a Campo Romano.
Nel lungo periodo invece gli interventi che concorrerebbero a sbloccare la paralisi del nostro traffico sono sicuramente la Cisterna-Valmontone e l'autostrada Roma-Latina che insieme costituirebbero un by pass fondamentale del GRA, consentendo al traffico autostradale di raggiungere Fiumicino, Civitavecchia e il Tirreno nord senza intasare il romano raccordo. Ma mentre la Roma-Latina sarebbe prossima alla cantierizzazione, della bretella non si sa ancora molto.
Purtroppo non ci sono altri progetti significativi. Il che sgomenta perché ci sarebbero numerosissimi interventi utili attuabili nel breve periodo per mitigare la situazione. Uno su tutti la ristrutturazione dello svincolo Angnina/GRA per consentire l'immissione in direzione Fiumicino da fuori Roma, la cui impossibilità attuale è causa principale dell'attraversamento di Morena e Ciampino anche da parte dei mezzi pesanti. Oppure il sottopasso Anagnina/via della stazione di Ciampino che, non potendolo impedire, almeno fluidificherebbe il passaggio nell'abitato.
Trasporto Pubblico
In un quadrante totalmente sguarnito di trasporto rapido su ferro l'unica proposta a PRG è la Metro leggera Anagnina-Torre Angela, un tram in sede propria che benché indispensabile ha il grande difetto di tagliare fuori i popolosi quartieri di morena e casal morena e di non connettere la fondamentale stazione FS di Ciampino, che potrebbe avere un vero ruolo di nodo di scambio regionale. In ogni caso anche i tempi di quest'opera si prospettano biblici, bando entro fine 2012, il che vuol dire cantieri non prima del 2014 e operatività 2020.
Per il resto c'è invece l'interessante progetto della Provincia di un corridoio della mobilità che unisce la stazione FS di Ciampino con la metro ad Anagnina, la metro C a Torre Angela e la FR2 a LA rustica.
Sebbene non sia chiaro lo zig zagante percorso (che ricalca più o meno la strada blu di cui sopra ma la cui progettazione non ha alcun nesso con essa, nel perfetto stile di non collaborazione tra gli enti locali) l'idea di fondo rimane valida, cioé un sistema rapido di smistamento tangenziale esterno al GRA.
Anche qui di cose se ne potrebbero fare, anche se secondo me tutti gli enti locali (Roma Capitale, Regione, Provincia) dovrebbero concentrare gli sforzi su due obiettivi maggiori. Il prolungamento della metro A fino alla Romanina (3 stazioni) con annesso parcheggio di scambio per almeno 1000 auto e la creazione di un tram in sede propria sulla strada interquartiere proposta dal PRG che intercetti il nuovo capolinea metro e funga da smistatore/adduttore. E vista la quantità di nuove edificazioni che si troverebbero intorno a questo nuovo asse strategico i costruttori privati dovrebbero finanziare corposamente il progetto.
Esaurire questo argomento in così poco spazio senza annoiare mortalmente è impossibile.
Spero di aver almeno suscitato la curiosità di qualcuno e allargato un po' gli orizzonti di un problema sfidante ma non impossibile da risolvere.
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