lunedì 4 marzo 2013

Italia sempre più underground e Roma?


Si estende la rete metropolitana italiana con due importanti inaugurazioni, la metro di Brescia e la M5 di Milano (che in realtà è la quarta linea a entrare in funzione). La prima lunga 14km attraversa la città da sud est al confine nord servendo il cuore del centro storico, la seconda è per ora una tratta di 5km periferica che sarà completata in tempo (speriamo) per l'Expo del 2015 ma già collegata al resto della rete attraverso lo scambio con la "gialla" a Zara. A parte i risultati estetici, riuscitissimi nel primo caso molto meno nel secondo, le due opere hanno tanto in comune. I treni della AnsaldoBreda, la tecnologia driverless di Ansaldo STS e soprattutto la tipologia di metro "leggera" con lunghezza delle banchine di circa 50 metri. Un modello già utilizzato da Ansaldo per la metro di Copenhaghen, premiata come migliore al mondo, che assolutamente non riduce la capacità di trasporto grazie alla frequenza massima di un convoglio ogni 90 secondi con la quale si riusciranno a trasportare 17000 passeggeri/ora a Brescia e fino a 24000 a Milano. Insomma un ulteriore significativo passo verso un modello di città sostenibile basato sull'abbandono dell'auto a favore del trasporto pubblico. Mentre i cugini del Nord corrono per ridurre il ritardo rispetto agli altri paesi europei qui al sud noi arranchiamo. Entro l'anno la metro 1 di Napoli dovrebbe arrivare finalmente alla Stazione Garibaldi dopo essersi già addentrata nel centro storico con le stupende stazioni di Università e Toledo, nella Capitale dovremmo vedere in funzione la prima tratta della metro C, che resterà comunque funzionalmente mutilata finché non si porterà a compimento almeno la tratta fino a San Giovanni, interscambio cruciale con la metro A, attesa però solo nel 2015. La portata dei progetti è ben diversa e sappiamo tutti che Roma e Napoli hanno avuto a che fare con rilevantissime scoperte archeologiche. Tuttavia questo non basta a giustificare l'abbandono dell'idea di poter dotare, specialmente una capitale europea, di una rete veloce e funzionale di trasporto pubblico, premessa indispensabile per aggredire il cancro della città, il traffico. Fanno pensare in questo senso le parole del nuovo presidente di Romametropolitane Palombi, secondo cui la metro C sarà l'ultima ad attraversare il centro storico. Parla ovviamente dell'annosa questione dell'attraversamento del centro storico da parte della Metro D. E' indubbio che già portare a compimento la linea C sarà un compito arduo quanto imprescindibile ma lasciare monco un modello di rete (a doppia X con ben 8 nodi di scambio) che costituirebbe l'ossatura minima del trasporto di massa in città per attuare politiche di chiusura del centro al traffico e pedonalizzazione è quantomeno azzardato. I nostri cugini nordici lo dimostrano. Le tecnologie ci sono, stazioni più piccole significa costi minori e soprattutto per noi meno problemi archeologici, senza dover rinunciare alla capacità delle metro pesanti attuali. Ci auguriamo che il prossimo sindaco sposi questa visione, in nome di un'idea di città finalmente vivibile, funzionale e bella. 

1 commento:

  1. La Metropolitana di Brescia è bellissima, una delle opere civili più riuscite in Italia di sempre da vedere!

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