martedì 17 luglio 2012

Cercasi cantiere disperatamente

Bella vero? E' Porta Metronia, lungo le mura aureliane, da pochi anni ristrutturate in parte con un bel parco lineare. Da altrettanti ospita una oscena rotatoria fatta di cubotti di plastica. Inspiegabile ai più, ma tanto i romani si abituano a tutto. Lo sconforto maggiore arriva quando si viene a sapere che i cubotti servivano a rimodulare la viabilità nel momento in cui avrebbero aperto i vicini cantieri della fermata Amba Aradam-Ipponio della Metro C. Cantieri previsti da più di due anni ma più difficili da avvistare di un UFO. E intanto i cubotti invecchiano si sfasciano si deformano. Così come invecchiamo noi, e invecchia la città eterna come eterna è l'attesa delle infrastrutture che la salvino. Non ci crede più nessuno. Ed è difficile dare loro torto. I cantieri ai Fori Imperiali sono diventati una barzelletta. Pare che la soprintendenza non accetti il fatto che il traffico veicolare resti consentito durante i lavori per la metro, secondo loro mettendo a rischio la vita e vivibilità del Colosseo stesso. E così invece di decidersi una buona volta a pedonalizzare l'area archeologica più famosa del mondo l'amministrazione fa melina, letteralmente evapora nel caldo estivo. Noi continuiamo a martellare finche' non vedremo i bandoni gialli e rossi di Romametropolitane ai Fori, perché queste due stazioni pagate a peso d'oro servono a Roma e ai romani come il pane.

domenica 15 luglio 2012

Una proposta per il mare di Roma


Non c'è bisogno di spiegare la situazione del litorale romano in termini di traffico e sosta. La conosciamo tutti. E oltre al degrado, il caos, la mafia dei posteggiatori abusivi, i mezzi pubblici costretti a pericolosi slalom nella parte più bella, tra la Colombo e Torvajanica, la Tenuta del Presidente, le auto devastano annualmente la splendida macchia mediterranea. E nel frattempo i proprietari degli stabilimenti fanno affari d'oro  versando al comune concessioni ridicole mafiosamente assegnate anni e anni or sono. Ecco, una proposta semplice semplice per eliminare di colpo tutti i suddetti problemi.

lunedì 9 luglio 2012

Ce lo doveva dire Montezemolo


Ovvero: "Del monopolio ferroviario, della Stazione Tiburtina Fantasma e di una cancellata di ferro"


Premetto che non esprimo alcun giudizio di simpatia per questo ultramiliardario che ha costruito la sua fortuna nell'Italia corrotta, mafiosa, degradata e umiliata che ora vuole salvare ergendosi a paladino della giustizia senza aver mai fiatato per decenni. Purtuttavia ci volevano i suoi milioni per comprare pagine intere di quotidiani nazionali e denunciare quello che blogger sfigati gridano inascoltati da tempo. E lo fa con una breve lettera indirizzata al presidente Monti. Oggetto dello sfogo, la situazione di due scali romani scelti da NTV come base per il suo famoso treno veloce Italo. La nuova Tiburtina, mastodontica cattedrale ferroviaria costata centinaia di milioni e già in decadimento, tuttora vuota e inutilizzata dal giorno dell'inaugurazione. Per onore di cronaca la gara per la gestione degli spazi commerciali all'interno della stazione è stata bandita e vinta, guarda caso da GrandiStazioni del gruppo FS. Attendiamo che si attivino.
Poi Montezemolo punta il dito sulla vergognosa questione di Ostiense, dove la nuova fiammante Casa Italo ricavata nel rinnovato Air Terminal da proprio sul binario di Italo. Peccato però che RFI ha eretto una ringhiera che impedisce agli utenti di accedere direttamente al treno. Questione di autorizzazioni dicono. A me sembra più uno sgambetto bello e buono al neo concorrente.

Chissà cosa ne dirà il presidente Monti di queste dure parole, per ora rimane la figura grama dell'intero sistema Italia, umiliato per anni da monopoli come quello di FS, che ha risucchiato miliardi di denaro pubblico, affossando il nostro debito, per una rete ad alta velocità (tramite RFI società pubblica) regalata poi chiavi in mano a Trenitalia (società privata) per i suoi profitti. E meno male che è arrivato Montezemolo con NTV, che ha già incrinato, con evidente diminuzione di prezzi anche del concorrente sleale, la speculazione folle di Trenitalia. Tutta orientata a servizi business e tagliando di fatto fuori dal trasporto ferroviario veloce un'intera fascia di popolazione che proprio non può più permettersi gli assurdi prezzi, allo stesso tempo lascia marcire il servizio regionale, le cui gare di affidamento da anni, in ciascuna delle 20 regioni italiane, sono vinte sempre da lei, Trenitalia. E allora ben venga il monito di Montezemolo. Fermo restando che non è di certo lui il pater patriae che ci salverà cavalcando l'onda della crisi e dell'antipolitica. 

Mario Monti ha una bella responsabilità, perché nel pacchetto di liberalizzazioni non ha avuto il coraggio di inserire la più importante, cioè quella sul trasporto ferroviario, creando un ente statale proprietario dell'infrastruttura e aprendo al mercato le gestione dei servizi. Ha però istituito una "Authority" proprio per studiare questa tematica, la quale si è appena insediata nel suo ruolo. E io mi auguro che riesca al meglio nel proprio lavoro. Per restituire agli italiani la dignità di un trasporto ferroviario, rapido, ecologico, economico, confortevole, puntuale e capillare. Per far chiudere finalmente il capitolo insostenibile del mezzo privato e aprire la strada a una svolta epocale. E soprattutto per dimenticare lo scempio di cancellate erette tra i cittadini e i servizi che pagano e di stazioni monumentali abbandonate all'incuria del tempo.

domenica 8 luglio 2012

A quando una passeggiata anti-degrado?

Tor di Mezza Via, Piano di Zona Anagnina 2, quartiere extra-comunitario di Roma, ben poco che ricordi di essere in una Capitale millenaria, dove tuttavia le case si vendono ancora (per poco) a peso d'oro. La differenziata di "primo sistema" funziona egregiamente. Sì perché i cittadini differenziano. Ma l'AMA non raccoglie. Alcune aiuole sui marciapiedi dei volenterosi se le rasano da soli. Gli altri ringraziano ornandole di rifiuti. E in un quartiere di recente costruzione il Traslocatore farà affari d'oro. La pubblicità gratis e infestante è garantita. A quando una bella passeggiata anti-degrado come fanno da tempo i nostri vicini di Osteria del Curato





venerdì 6 luglio 2012

Del Colosseo e altre storie

E' il monumento più famoso del mondo. Nonché l'ombelico di una città millenaria in grado di attrarre su di se e sollevare ogni tipo di problematica (conservazione, decoro e degrado, mobilità, vivibilià) che la affligge infervorando il dibattito pubblico. Forse però mai come adesso è stato nell'occhio del ciclone. Perché parlarne qui, bhè perché un simbolo così potente è uno specchio di ciò che gli sta intorno e le "soluzioni" ai suoi problemi  dovrebbero far scuola per il resto della città. Vediamole.

martedì 3 luglio 2012

Parcheggiopoli


Il 31 Maggio il consiglio del municipio X approva una risoluzione per la sospensione di tutti i PUP previsti nel territorio, in particolare si impegna a tartassare il comune per il ripristino di viale Giulio Agricola su cui insiste da anni un cantiere ormai fermo. Fermo per stessa ordinanza del comune a seguito di inadempienze della ditta appaltatrice sulla gestione delle alberature.
Ieri invece Alemanno, in quanto commissario straordinario per l'emergenza traffico (carica che il sindaco di Roma ricopre continuativamente e illeggitimamente dal 2006), ha firmato la revoca del PUP di via Albalonga, tristemente nota per il famoso Tiramisù di Pompi con annesso servizio d'ordine dotato di megafono per segnalare le macchine in terza e quarta fila da spostare. In bilico anche quello previsto sotto un campo sportivo a Testaccio. Tutti parcheggi osteggiati pesantemente dai residenti. Nel frattempo il PUP di Piazza Gentile da Fabriano ha aperto, restituendo ai cittadini una piazza con marciapiedi più larghi, alberature e a detta di molti più bella. Senza nessun edificio crollato nonostante la vicinanza del Tevere.

Alessandro Vannini, delegato del sindaco per il Piano Parcheggi dal canto suo sta preparando un nuovo piano per 42 pup, a suo dire, "in modo amministrativo e non politico", forse a voler sottolineare che non sono le proteste di residenti arrabbiati strumentalizzate da politici in odore di elezione a guidare le scelte dell'amministrazione. Vannini ci rassicura che il piano avrà regole diverse per la concessione alle imprese, punto da sempre criticato dai NO PUP in quanto renderebbe l'investimento troppo sfavorevole per l'amministrazione. E dice di voler affidare alle Università romane uno studio sul traffico e la sosta. Speriamo che nel piano Vannini includa delle regole ferree per quanto riguarda la riqualificazione stradale nell'area interessata dal pup, incluso arredo urbano atto a scoraggiare la sosta selvaggia.

Da un altro lato della complessa matassa la CAM s.r.l., una delle società che costruisce parcheggi interrati a Roma da anni, addita la spaccatura all'interno della stessa maggioranza capitolina che a livello municipale cavalca strumentalmente il risentimento dei NO PUP e invalida le direttive del Piano e di Vannini.

Infine volevo chiudere questo quadretto con la tristissima vicenda del parcheggio sotto piazza Cavour. Un cantiere che ha occupato la piazza per 7 anni e che a fine Novembre 2011 è stato finalmente smantellato, restituendo ai cittadini lo splendore di un giardino pubblico rinnovato secondo i disegni dei primi '900. Ma i 700 posti auto sottostanti sono rimasti inaccessibili da allora. Si disse che era questione di poche settimane, che c'erano stati problemi archeologici per le uscite. Così le ruspe hanno continuato a infestare il parco per 7 mesi. Oggi Vannini su Il Tempo parla di lavori conclusi ma non specificati problemi buracratici da risolvere. E lancia una data. Al massimo il 20 Luglio si apre il parcheggio. Niente inaugurazione ufficiale in pompa magna però. E ci mancherebbe.

Questo lo stato attuale della problematica forse principale, del nemico numero uno della vivibilità di Roma, come affrontata da questa amministrazione. Ripensamenti, rilanci, cantieri eterni, inaugurazioni truffa. Viene quasi il dubbio che il focus non sia tanto sulla sicurezza, la salute e il benessere dei cittadini quanto sulla possibilità di speculazione offerta dai PUP. 
Così, mentre attendiamo con ansia e paura le elezioni del 2013, i romani possono continuare a parcheggiare indisturbati in 2a e 3a fila, sulle strisce e agli incroci, sugli scivoli e gli spartitraffico, sopra i platani e i castani, marciapiedi e piste ciclabili. Gli altri ringraziano.


Diamo a Cesare quel che è di (metro) C-esare

La Metro C ha rappresentato la più grande campagna di scavi archeologici a Roma degli ultimi decenni, sia per estensione che per profondità raggiunta. Lo scopriamo in un bell'articolo sul venerdì di repubblica. E' proprio questo il caso in cui la modernizzazione della città va a braccetto con la sua storia. Quando leggiamo in giro di cantieri che durano da decenni ricordiamoci che i lavori per le opere della metro vera e propria sono iniziati nel 2007, quindi solo 5 anni fa. Negli anni precedenti invece sono state eseguite importanti indagini archeologiche. Così come dobbiamo ricordarcene quando strumentalmente si avversa il progetto metro C per via del suo costo. Un costo che comprende scoperte rilevantissime per la città come l'Adrianeum di Piazza Madonna di Loreto, le vetrerie medioevali in piazza Venezia che si affacciano sui resti della via Flaminia, i basoli della via Labicana, la ricostruzione stratigrafica dell'area delle Mura Aureliane occupata in antichità addirittura da un corso d'acqua e che ha restituito fossili di frutti e piante per arrivare all'estremo limite orientale del comune di Roma, in zona Pantano e scoprire un sistema di canalizzazioni del neolitico. Insomma un servizio non indifferente alla storia millenaria della nostra città. Nell'articolo si parla anche di un piccolo museo dei reperti nella futura stazione San Giovanni. Ci speriamo, così come speriamo che possano essere avviati nel più breve tempo possibile i lavori per la tratta centrale, con lo stesso spirito di collaborazione tra studio dell'antico e esigenza di modernità.